{"1": {"fulltext": "Nuova Biblioteca Educativa ed istruttiva per le Scuote\\nN. 161. (Pubblicazione periodica Esce il 20 d ogni mese) N. 161.\\nN. R. D ALFONSO\\nIL PARLARE, IL LEGGERE E LO SCRIVERE\\nNEI BAMBINI\\nSAGGIO DI PSICOLOGIA PEDAGOGICA\\nq i t\\\\\\\\\\\\\\nMILANO-ROMA\\nEnrico Trevisini, Editore\\n1889", "height": "3643", "width": "2149", "jp2-path": "ilparlare00dalf_0001.jp2"}, "2": {"fulltext": "", "height": "3527", "width": "2007", "jp2-path": "ilparlare00dalf_0002.jp2"}, "3": {"fulltext": "N. R. D ALFONSO\\nIL PARURE, IL LEGGERE E LO SCRIVERE\\nNEI BAMBINI\\nSAGGIO DI PSICOLOGIA PEDAGOGICA\\nEstratto dalla Ricista Italiana di Filosofia Roma.\\n.MILANO-ROMA\\nEnrico Tre.visini, Editore\\n1889", "height": "3527", "width": "2007", "jp2-path": "ilparlare00dalf_0003.jp2"}, "4": {"fulltext": "ss\\nV\\nRoma 9-S9. Tip. delle Terme Diocleziano\\ndi G. Balbi", "height": "3527", "width": "2007", "jp2-path": "ilparlare00dalf_0004.jp2"}, "5": {"fulltext": "Il parlare, il leggere e lo scrivere nei bambini-\\n(Saggio di psicologia pedagogica)\\nI.\\nIl parlare, il leggere e lo scrivere sono tre funzioni, di\\ncui la seconda pi\u00c3\u00b9 complessa della prima, e la terza pi\u00c3\u00b9\\ncomplessa della seconda e della prima. Per imparare perci\u00c3\u00b2\\na parlare si richiedono minori condizioni fisio-p\u00c2\u00b0icologiche che\\nnon per imparare a leggere; e per imparare a scrivere si ri-\\nchiedono pi\u00c3\u00b9 condizioni funzionali che non per imparare a\\nparlare ed a leggere. necessario perci\u00c3\u00b2 che il bambino im-\\npari a parlare prima d imparare a leggere; ed a leggere prima\\nd imparare a scrivere.\\nGome noto, queste tre funzioni appartengono a quell or-\\ndine dei fenomeni psichici che son detti di estrinsecazione o\\nche presuppongono una certa organizzazione interiore dei fatti\\npsichici, senza la quale non potrebbero prodursi perch\u00c3\u00a8 man-\\ncherebbero di un qualcosa d interno di cui sono la manifesta-\\nzione. noto ancora che questa organizzazione interiore dei\\nfatti psichici non pu\u00c3\u00b2 darsi senza un altro ordine di fenomeni\\npsichici, che suo presupposto, e che detto di recezione\\n(sensazioni e percezioni) (l); e che questi tre ordini di fatti\\npsichici, di recezione, di organizzazione interna e di estrinse-\\ncazione, si svolgono insieme solidalmente; per cui ad un dato\\ngrado di sviluppo delle funzioni interiori va connesso un dato\\n(1) V. il mio opuscolo Pensiero e Linguaggio: Torino, G. B. Parayiq.\\ne P-, }887.", "height": "3527", "width": "2007", "jp2-path": "ilparlare00dalf_0005.jp2"}, "6": {"fulltext": "4 \u00c3\u00acl parlare, il leggere\\naltro grado di sviluppo delle funzioni di esplicazione, come di\\nrecezione; e cos\u00c3\u00ac di seguito.\\nun fatto di esperienza Comune che il bambino nei primi\\nmesi di sua vita non emette alcuna parola; e ci\u00c3\u00b2 perch\u00c3\u00a8\\nmancano le condizioni psicologiche interiori che rendano pos-\\nsibile la parola esteriore. E, perch\u00c3\u00a9 queste condizioni in-\\nterne mancano, si ha di pi\u00c3\u00b9 che il bambino a cui si parla o\\nche ode parlare completamente estraneo al significato delle\\nparole che ode. E nondimeno, poich\u00c3\u00a9 la pjrola emessa la\\nestrinseca/ione della parola che si ode, quando il bambino\\npi\u00c3\u00b9 inoltrato nei mesi ed atto compiere un certo lavoro\\npsicologico, afferra e conserva l immagine fonica delle parole\\ne l immagine fonica delle parole, che si conserva, potr\u00c3\u00a0 pi\u00c3\u00b9\\ntardi, date nuove condizioni f\u00c3\u00acsio-psicologiche, essere estrin-\\nsecata; pfT cui l organo dell udito il primo fondamento per\\nimparare a parlare, e, qiando quest organo non funziona, il\\nbambino rimane muto. Similmente quel bambino che, pure\\navendo l organo dell udito integro, vien cresciuto in un ambiente\\nmuto di linguaggio, finch\u00c3\u00a9 questo stato dura, non imparer\u00c3\u00a0 a\\nparlare. Potr\u00c3\u00a0 solamente imparare a riprodurre i rumori od i\\nsuoni che ode d intorno a lui od emetter\u00c3\u00a0 solamente alcune voci.\\nD altra parte il linguaggio o la serie delle parole di cui il\\nlinguaggio risulta, se lo si considera per s\u00c3\u00a9 solo e non come\\nuna s^rie di segni o di simboli delle cose, una semplice\\nserie di suoni senza valore. E il bambino che arriver\u00c3\u00a0 a pro-\\nnunziare parole od a parlare senza conoscere od intendere\\nle cose e l azione che le parole esprimono, ripeter\u00c3\u00a0 semplice-\\nmente, non intender\u00c3\u00a0 le parole che pronunzia. Cos\u00c3\u00ac un buon\\nmetodo per fare pervenire i bambini a parlare si ha allora\\nquando si concilia l apprendimento delle parole con l appren-\\ndimento delle cose che esse esprimono.\\n,Ma a principio il bambino pu\u00c3\u00b2 avere appreso l immagine\\ndella cqsa e del suo movimento prima di avere appreso la", "height": "3527", "width": "2007", "jp2-path": "ilparlare00dalf_0006.jp2"}, "7": {"fulltext": "E LO SCRIVERE NEI BAMBINI\\nparola che a quella corrisponde, come pu\u00c3\u00b2 avere appreso la\\nparola a cui non corrisponde la cosa che essa significa; in\\nun fatto pi\u00c3\u00b9 complesso pu\u00c3\u00b2 avere appreso l immagine della\\nparola rispondente alla cosa e pu\u00c3\u00b2 non sapere rendere questa\\nparola. E ci\u00c3\u00b2, perch\u00c3\u00a8 rendere la parola un lavor\u00c3\u00aco molto\\npiti complesso e difficile che non acquistare l immagine della\\ncosa e l immagine della parola che le corrisponde. Per questo\\nla prima cura che bisogna avere quando ci proponiamo di\\navviare i bambini a parlare si quello di pronunziare bene\\ninnanzi a loro alcune parola, mostrando loro gli oggetti a cui\\nesse corrispondono. Cos\u00c3\u00ac avviene un lavor\u00c3\u00aco associativo nel-\\nl animo del bambino tra la parola e la cosa che le corrisponde,\\ndi modo che, sempre che egli poi vede l oggetto, questo gli\\nrichiama l immagine della parola ad esso associata, come la\\nparola gli richiama l oggetto. Quei bambini che, al primo spu\\ntare dalla loro coscienza, non sono sottoposti da coloro che\\nnella famiglia li circondano, e pi\u00c3\u00b9 tardi nella scuola, a questo\\nlavor\u00c3\u00aco oggettivo (per cui anche devonsi l are manifestare le\\nprincipali propriet\u00c3\u00a0 degli oggetti e le parole corrispondenti\\nalle propriet\u00c3\u00a0), quei bambini avranno un campo psicologico\\nmolto povero d immagini, di cose e di parole; e lutto lo svi-\\nluppo psicologico verr\u00c3\u00a0 ritardato, dovendo allora il bambino,\\npiuttosto che giovarsi immediatamente dei frutti dell esperienza\\naltrui, imparare a propria esperienza e secondo che il caso lo\\nmetta in rapporto colle cose e gliene faccia pi\u00c3\u00b9 o meno tar-\\ndivamente apprendere le propriet\u00c3\u00a0 e le parole corrispondenti.\\nMa, oltre a ci\u00c3\u00b2, il bambino indotto, fin dai suoi primi\\nmesi, istintivamente, a rendere ed a riprodurre anche esso coi\\nsuoi organi le parole che ode. Ed in questo lavoro che in-\\ncontra grandi difficolt\u00c3\u00a0; perch\u00c3\u00a8 egli non pu\u00c3\u00b2 riprodurre a prima\\ngiunta e bene una data parola; ma a mano a mano atto a\\nrendere prima una serie di pure voci indeterminate, e poi pi\u00c3\u00b9\\no meno determinate, il pi\u00c3\u00b9 semplice lavoro fonico che possa", "height": "3527", "width": "2007", "jp2-path": "ilparlare00dalf_0007.jp2"}, "8": {"fulltext": "6 IL PARLAJFU2, IL L\u00c3\u0089GGl\u00c3\u00acKli\\nl are, comune agli animali. La voce, in generale o indetermi-\\nnata, implica una vibrazione espiratoria principalmente delle\\ncorde vocali; ma, se a questa vibrazione si unisca uno spe-\\nciale accomodamento linguale e labiale che modifichi la voce\\nprimitiva e dia speciali tipi di voce, si ha allora una voce de-\\nterminata che quel che si dice una vocale.\\nII.\\nQuesto lavoro di accomodazione va crescendo ed reso\\npi\u00c3\u00b9 difficile dalla pronunzia della vocale A, all O, all L 7 all I? ed\\nall essendo queste le principali voci determinate fondamen-\\ntali, mentre le vocali intermedie a queste possono nelle varie\\nlingue ascendere complessivamente .sino a Irenfa. Ed in fatti\\nper rendere la vocale A bisogna compiere una emissione fonica\\na bocca interamente aperta. Per VO bisogna invece restringere\\ned allungare l apertura boccale, spingendo alquanto indietro\\nil corpo della lingua. Per VU bisogna ancora pi\u00c3\u00b9 restringere\\ned allungare l apertura boccale, spingendo ancora pi\u00c3\u00b9 indietro\\nil corpo della lingua. Per rendere poi la vocale E bisogna semi-\\nchiudere l apartura boccale, spingendo leggermente in fuori\\nciascuno dei due angoli che le labbra formano a destra ed a\\nsinistra, e nell istesso tempo abbassando un pochino la punta\\ndella lingua e conlraendo ed insensibilmente spingendo al-\\nquanto in alto il corpo di essa. Per la pronunzia poi dell\\nsi richiede che il corpo della lingua, contratto, si avvicini\\nmolto al palato duro in modo che la emissione fonica si compia\\nattraverso ad uno spazio boccale ristretto e lungo. A principio\\nqueste vocali sono pronunziate isolatamente l una da l altra e\\nsolo in un pi\u00c3\u00b9 complicato lavorio fonico se ne pu\u00c3\u00b2 rendere\\nuna subito dopo un altra, pronunziando quel che si dice un\\ndittongo. In alcune lingue poi si possono rendere delle vocali\\ncomplesse, risultanti da due o tre vocali primitive e insieme", "height": "3527", "width": "2007", "jp2-path": "ilparlare00dalf_0008.jp2"}, "9": {"fulltext": "E LO SCruVERE NEI BAMBINI 7\\nda una vibrazione pi\u00c3\u00b9 o meno alta o bassa delle corde vocali.\\nPi\u00c3\u00b9 tardi il bambino atto a produrre speciali suoni in-\\nsieme con le voci che emette, facendo vibrare l aria espiratoria\\nattraverso afi un restringimento che si produce mediante sp3-\\nciale contrazione delle labbra e della lingua, insieme con\\nspeciali vibrazioni di questi organi. Ora questa pu\u00c3\u00b2 situarsi\\ncolla sua punta dietro una leggiera fessura che si produce tra\\ni denti incisivi superiori e gl inferiori, o pu\u00c3\u00b2 formare una fes-\\nsura coi denti incisivi superiori; e pu\u00c3\u00b2 spingersi indietro, av-\\nvicinandosi molto al palato posteriore o molla. Si ha cos\u00c3\u00ac una\\nserie di suoni che il bambino pu\u00c3\u00b2 pronunziare, facendoli in-\\nsieme precedere o seguire da vocili, e che costituiscono le\\ncosi dette consonanti e che, secondo lo speciale restringimento\\ndegli organi per cui son prodotti, si dicono:\\nLabiali (P, B, F, V, W, M, R labiale che non si trova nelle\\nlingue europee). Di queste pei\u00c3\u00b2 la F, la V, e la W si producono\\nfacendo vibrare l aria attraverso ad una leggera, fessura che\\nsi produce tra il labbro inferiore ed i denti incisivi superiori.\\nInoltre la pronunzia della consonante M accompagnata da\\nuna risonanza del cavo faringeo per un rilasciamento che si\\nproduce del velopendolo del palato.\\nLinguali (T, D, S. Z, L, Ci, Gi, Sch dura, Th inglese, N,\\nR linguale). Di queste la T, la D, ed il Th si producono facendo\\nvibrare l aria attraverso ad un ristretto forame che si forma\\ntra la lingua ed i denti incisivi superiori, mentre la S e la Z\\nsi producono per una vibrazione alta dell aria espiratoria at-\\ntraverso ad una fessura che si forma tra i denti incisivi supe-\\nriori e gl inferiori d innanzi, e la lingua di dietro. La L, la Gi,\\nla Gi, la R linguale, la Sch tedesca che sta tra la S e la C,\\nsi producono attraverso a forami che si fanno tra la lingua\\ne la parte anteriore del palato duro. La N poi pi\u00c3\u00b9 o meno\\naccompagnata nelle varie lingue da una risonanza del cavo fa-\\nringeo per un maggiore o minore rilasciamento del velo palatino.", "height": "3527", "width": "2007", "jp2-path": "ilparlare00dalf_0009.jp2"}, "10": {"fulltext": "S II. PARLARE, IL LEGGERE\\nGutturali (li, K, Ca, Ga, Q, Ch tedesco, N, R. gutturale).\\nSi ha anche un II laringeo.\\nda notare per\u00c3\u00b2 che se questi sono i principali suoni\\nche l uomo pu\u00c3\u00b2 emettere, possono questi suoni nelle varie\\nlingue presentare delle sfumature di pronunzia differenti. Il\\nbambino inoltre non pronunzia a prima giunta determinata-\\nmente questi suoni, ma li pronunzia in modo confuso; e solo\\ndopo un lungo tentativo li rende in modo determinalo.\\nOra dalla pronunzia delle consonanti labiali alle gutturali\\nil bambino deve compiere un lavoro contrattivo sempre pi\u00c3\u00b9\\ncomplesso. Poich\u00c3\u00a9 mediante il movimento per la suzione del\\nlatte, che egli dal suo primo giorno esegue per vie riflesse,\\nmette ben presto in funzione prevalentemente i muscoli delle\\nlabbro, cos\u00c3\u00ac che questi sono ancora predisposti ad eseguire\\nfacilmente una funzione sonora. Alquanto pi\u00c3\u00b9 tardi pu\u00c3\u00b2 il\\nbambino adoperare la parte anteriore della lingua, esercitata\\nanche essa nei movimenti della suzione, per rendere i suoni\\nlinguali. Ultimi a potere essere prodotti sono i suoni gutturali,\\nimplicando un lavoro maggiore, cio\u00c3\u00a8 una contrazione della\\nparte posteriore della lingua, e questa, avvicinandosi al velo\\ndel palato, produce cos\u00c3\u00ac in quel sito un restringimento per\\ndove si fa vibrare l aria espiratoria. chiaro inoltre che, per\\npronunziare una consonante subilo dopo un altra, si richiede\\nmaggior lavoro che non per pronunziarne una sola, dovendosi\\nrapidamente passare dalla produzione di un suono alla produ-\\nzione di un altro suono.\\nCome si detto, la produzione delle consonanti accom-\\npagnala ordinariamente da una vocale; ora la consonante chia-\\nramente preceduta o seguita da vocali, od una vocale la quale\\ninsieme seguita e preceduta da consonane, gi\u00c3\u00a0 una sillaba.\\nE, poich\u00c3\u00a9 vi sono delle sillabe le quali sono atte a significare\\nuna cosa o un movimento od uno stato particolare della cosa,\\ncos\u00c3\u00ac alcune sillabe possono essere anche parole. Ma nelle liti-", "height": "3527", "width": "2007", "jp2-path": "ilparlare00dalf_0010.jp2"}, "11": {"fulltext": "E LO SCRIVERE NEI BAMBINI 9\\ngue moderne, ed in alcune pi\u00c3\u00b9 che in altre, sono relati vamente-\\npoche le parole risultanti da una sola sillaba; e predominano\\ninvece quelle risultanti di due, tre o pi\u00c3\u00b9 sillabe. Ed chiaro\\nche se il bambino arrivato a pronunziare facilmente una sil-\\nlaba, incontrer\u00c3\u00a0 difficolt\u00c3\u00a0, per rendere una parola composta,.\\nad articolare due o pi\u00c3\u00b9 sillabe, secondo che la parola com-\\nposta di due o pi\u00c3\u00b9 sillabe, finch\u00c3\u00a9 col tempo anche questa dif-\\nficolt\u00c3\u00a0 vinta ed egli pu\u00c3\u00b2 rendere le parole pi\u00c3\u00b9 complicata-\\nmente articolate. Cos\u00c3\u00ac il bambino a mano a mano adatto a\\ncompiere una serie di movimenti sonori e fonici dalla voce-\\nprimordiale ed indeterminata alla parola pi\u00c3\u00b9 complicata.\\nSi comprende agevolmente come si possa pervenire a que-\\nsto risultato. Dalla voce indeterminata alla voce pi\u00c3\u00b9 determi-\\nnata egli deve compiere una serie di movimenti gradatamente-\\npi\u00c3\u00b9 complessi in modo che, quando atto a rendere movimenti\\nfonici complessi, ancora pi\u00c3\u00b9 adatto a compiere con facilit\u00c3\u00a0\\ni movimenti elementari i quali servono di base per la ese-\\ncuzione dei movimenti pi\u00c3\u00b9 complessi. Similmente, per eseguire\\nla serie delle consonanti, dalle labiali alle gutturali, si deve\\ncompiere un lavoro sempre pi\u00c3\u00b9 complesso, di modo che,\\nquando si atti ad eseguire una consonante linguale, si\\nancora pi\u00c3\u00b9 adatti ad eseguire una labiale, e quando si per-\\nvenuti ad eseguire le gutturali, con molto pi\u00c3\u00b9 di facilit\u00c3\u00a0 si\\natti ad eseguire le linguali e le labiali; ed in questa esecu-\\nzione di suoni si trova implicata la esecuzione delle vocali..\\nAll istesso modo, nel rendere parole complicate si devono im-\\nplicitamente eseguire le varie consonanti connesse a vocali;\\ne si deve di pi\u00c3\u00b9 compiere un lavoro di articolazione delle\\nvarie sillabe. E questo lavoro di articolazione, cio\u00c3\u00a8 di connes-\\nsione di una sillaba con un altra, non possibile se non si\\neseguiscono prima facilmente le varie sillabe. Cos\u00c3\u00ac il lavoro\\ncomplesso reso possibile ed preparato dal lavoro semplice.", "height": "3527", "width": "2007", "jp2-path": "ilparlare00dalf_0011.jp2"}, "12": {"fulltext": "10 IL PARLARE, IL LEGGERE\\nIH.\\nMa passare gradatamente dalla esecuzione delle semplici\\nvoci alla esecuzione delle parole pi\u00c3\u00b9 complesse non un la-\\nvoro agevole pei bambino; si richiede a ci\u00c3\u00b2 invece un periodo\\ndi quattro a cinque anni, in cui egli gradatamente fa le sue\\nconquiste nelle funzioni della pronunzia. Come si detto, il\\nbambino tende a parlare istintivamente, per cui sono prefor-\\nmati ed ereditati in lui gli organi adatti al linguaggio, e vi sono\\nle vie atte ad eseguire i movimenti centrifughi nervosi e mu-\\nscolari che lo rendono possibile; ma sono queste vie che bi-\\nsogna sempre pi\u00c3\u00b9 rendere aperte in modo che l onda centri-\\nfuga che, pei nervi motori, va ai muscoli sonori e fonici,\\nrenda con grande energia e sollecitudine quei determinati\\nmovimenti. Ed a ci\u00c3\u00b2 non vi che una condizione sola a sta-\\nbilire, l esercizio; e pi\u00c3\u00b9 questo accentuato e frequente e pi\u00c3\u00b9\\nsi arriva presto a compiere la funzione della pronunzia.\\nMa il bambino non potrebbe riuscire a parlare senza un altra\\ncondizione importantissima, cio\u00c3\u00a8 senza la memoria dei singoli\\nmovimenti degli organi della parola. Se questa condizione\\nmancasse il parlare sarebbe impossibile o difficilissimo; perch\u00c3\u00a8\\nquegli speciali movimenti sarebbero sempre nuovi per lui; o\\nsolamente egli potrebbe eseguire alcune parole udite l\u00c3\u00ac per\\nl\u00c3\u00ac, che sarebbero ineseguibili qualche tratto di tempo dopo la\\nloro udizione. Invece la ricordanza di questi movimenti fa\\ns\u00c3\u00ac che egli non perda nulla delle conquiste fatte in quest ordine\\ndi funzioni e per cui sempre atto a potere compiere nuovi\\ne pi\u00c3\u00b9 complicati e rapidi movimenti in ragione che, mediante\\nun lungo esercizio, rende sempre pi\u00c3\u00b9 con facilit\u00c3\u00a0 e ricorda\\ni movimenti elementari che furono primi ad essere eseguiti\\nda lui, insieme con altri e pi\u00c3\u00b9 complessi movimenti.\\nQuando il bambino comincia a parlare, facile osservare", "height": "3527", "width": "2007", "jp2-path": "ilparlare00dalf_0012.jp2"}, "13": {"fulltext": "E LO SCRIVERE NEI BAMBINI 11\\nche egli compie un lavoro pronunziativo analitico; egli distingue\\ne fa distinguere chiaramente, parlando, le vocali dalle con-\\nsonanti ed una sillaba da un altra, lavoro difficilissimo di me-\\nmoria che egli deve compiere. E ci\u00c3\u00b2, perch\u00c3\u00a8 non ancora ha\\nreso, mediante l abito e l esercizio, facili quei determinati\\nmovimeuti e non ancora ha acquistato pienamente la memoria\\ndi quei dati movimenti. Gol tempo questo lavoro di analisi\\nnon si compie pi\u00c3\u00b9 e l esecuzione del linguaggio diventa una\\nfunzione automatica e non costa altro lavoro fuori della ordi-\\nnaria contrazione muscolare.\\nSi osserva inoltre facilmente nel fanciullo che, quando egli\\narriva al punto da potere eseguire con facilit\u00c3\u00a0 qualsiasi parola\\ne pu\u00c3\u00b2 connettere molte parole non ancora nello stato di\\npotere eseguire un vero discorso od una serie non interrotta\\n-di parole, giacch\u00c3\u00a9 questo il pi\u00c3\u00b9. alto ed il pi\u00c3\u00b9 difficile lavoro\\nnell esecuzione del linguaggio ed una funzione che si acquista\\ncogli anni e mediante un frequente e prolungato esercizio.\\nQuesta funzione a cui si pu\u00c3\u00b2 dare il nome di coordinazione\\ndei movimenti articolati degli organi del linguaggio deve anche\\nimplicale una grande, varia ed ordinata mobilit\u00c3\u00a0 psichica cen-\\ntrale ed insieme una ricca messe di fenomeni psichici centrai*; e\\npresuppone gi\u00c3\u00a0 l attivit\u00c3\u00a0 pensante vigorosa ed adulta, connessa\\nad un proporzionato stato di sviluppo, quantitativo e qua-\\nlitativo insieme, del cervello. Per fatti morbosi pu\u00c3\u00b2 perdersi\\nquesta facolt\u00c3\u00a0 coordinativa dei movimenti pel discorso parlato,\\nmentre pu\u00c3\u00b2 restare la facolt\u00c3\u00a0 di articolar bene le parole o di\\nconnettere parecchie parole.\\nMa la memoria del movimento necessario alle parole pre-\\nsuppone un altra cpndizione importantissima, cio\u00c3\u00a8 non sola-\\nmente la parola udita precedentemente, l immagine primordiale\\nacustica della parola; ma la ricordanza delle parole udite. Se\\nquesta ricordanza vien meno, come avviene per fatti morbosi,\\nquantunque sieno integre le vie centrifughe per l esecuzione", "height": "3527", "width": "2007", "jp2-path": "ilparlare00dalf_0013.jp2"}, "14": {"fulltext": "12 IL PARLARE, IL LEGGERE\\ndel linguaggio parlato, non solo non pi\u00c3\u00b9 possibile la coordi-\\nnazione dei movimenti pel linguaggio, ma ne anco l esecuzione\\ndi una sola parola di cui non si conservi l immagine acustica. Ci\u00c3\u00b2\\nfa vedere come la memoria sia condizione ancora importan-\\ntissima del linguaggio e che in ragione che questa funzione\\nritentiva d immagini di parole ricca e mediante un lavorio\\nintellettivo si connettono le varie parole, il linguaggio diviene\\nuna funzione sempre pi\u00c3\u00b9 complessa. E superfluo per\u00c3\u00b2 dire\\nche non basta una ricchezza di sole immagini di parole, si\\nrichiede ancora che queste parole sieno l immagine delle cose\\nesteriori che esse rappresentano; altrimenti non si avr\u00c3\u00a0 che\\nun linguaggio vuoto. E ci\u00c3\u00b2 ancora fa vedere come un fanciullo\\nsia atto ad eseguire un linguaggio sempre pi\u00c3\u00b9 complesso e\\ncoordinato in ragione che la molteplicit\u00c3\u00a0 delle immagini che\\nha del mondo esteriore si va sempre pi\u00c3\u00b9 organizzando in lui.\\nE, poich\u00c3\u00a9 ci\u00c3\u00b2 non pu\u00c3\u00b2 avvenire che molto tardi e dopo una\\nlunga lotta per la conoscenza, che egli deve sostenere col\\nmondo, per cui si richiede anche una et\u00c3\u00a0 matura, non mai\\npossibile che un fanciullo, mediante qualsiasi cura educativa,\\npossa eseguire una lunga serie coordinata di parole prima\\nche egli abbia acquistato quella funzione unificatrice centrale\\npsichica di una molteplicit\u00c3\u00a0 d immagini di parole, rispondenti\\nad una molteplicit\u00c3\u00a0 di cose e delle loro attivit\u00c3\u00a0.\\nDate le condizioni istintive pel linguaggio, dato il lin-\\nguaggio che si ode d intorno e che fornisce al bambino la\\nrappresentazione delle parole che si sforza di eseguire, egli\\nrender\u00c3\u00a0 le parole o gli elementi delle parole che ode secondo\\nche e pervenuto a quel dato grado di esecuzione di movi-\\nmenti, e, dei movimenti sonori e tonici necessari per una\\nparola, egli rende solamente quelli che pu\u00c3\u00b2, trascurando il\\nresto. Perci\u00c3\u00b2 il bambino a principio non rende integralmente\\nle parole che ode; o rende solamente le vocali o queste in-\\nsieme solamente con alcune consonanti e, quando sar\u00c3\u00a0 atto", "height": "3527", "width": "2007", "jp2-path": "ilparlare00dalf_0014.jp2"}, "15": {"fulltext": "12 LO SCRIVERE NEI BAMBINI \u00c3\u008c3\\nad eseguire tutti i movimenti necessari per la parola, potr\u00c3\u00a0\\nrendere tulte le parole udite. E, poich\u00c3\u00a9 lo sviluppo del lin-\\nguaggio parlato dipende da condizioni cosi molteplici come\\nquelle a cui abbiamo accennato, risulta chiaro che esso sar\u00c3\u00a0\\nreso possibile solamente dd graduale sviluppo dille altre con-\\ndizioni psich che cerebrali, e solamente quando le funzioni\\npsichiche centrali avranno raggiunto il loro pi\u00c3\u00b9 alto stalo, e\\nle vie centrifughe cerebrali, avenli il loro punto di origine\\nnella zona grigia delle circonvoluzioni ed andanti a distribuirsi\\nai muscoli degli organi del linguaggio, saranno pienamente\\naperte, sar\u00c3\u00a0 possibile il linguaggio coordinato. Questa perfe-\\nzione di esecuzione che si pu\u00c3\u00b2 raggiungere in una et\u00c3\u00a0 adulta,\\nl uomo arriva a compiere, senza speciale istruzione, come si\\ndetto, mediante l esercizio e la memoria dei movimenti. Anche\\nla pronunzia delle parole e degli elementi delle parole il bam-\\nbino apprende con un lavor\u00c3\u00aco ed una esperienza tutta propria.\\nPer\u00c3\u00b2 indubitato che qualche cosa si pu\u00c3\u00b2 fare dalla madre\\nper rendere al pi\u00c3\u00b9 presto esplicita e facile questa funzione\\ndella pronunzia.\\nCome noto, quando il bambino comincia ad entrare in\\nrapporto di coscienza colla madre e con quelli che lo circon-\\ndano egli imita facilmente gli atti loro. d questa disposizione\\ndel bambino che bisogna approfittare per fargli apprendere a\\ndare le voci determinate che sono i primi elementi del lin-\\nguaggio. L andare di quando in quando ripetendo, innanzi a\\nlui, quando egli gaio e sonidente, le vocali, dalla pi\u00c3\u00b9 facile\\nad eseguirsi alla pi\u00c3\u00b9 dfh cile, dar\u00c3\u00a0 senza dubbio per risultato\\nche egli cominci ad eseguire quelle voci molto pi\u00c3\u00b9 sollecita-\\nmente e con pi\u00c3\u00b9 precisione che se il bambino fosse abbando-\\nnato a s\u00c3\u00a9 stesso. E se gli si fa sotto forma di cantilena si\\nriuscir\u00c3\u00a0 pi\u00c3\u00b9 facilmente allo scopo; giacch\u00c3\u00a9 questa attira e di-\\nverte pi\u00c3\u00b9 il bambino e l eseguirla per lui implica minor lavoro\\npsicologico che non l eseguire le voci pure e semplici. Il fare", "height": "3527", "width": "2007", "jp2-path": "ilparlare00dalf_0015.jp2"}, "16": {"fulltext": "14 Ih PARLARE] l\u00c3\u00ac, LEGGERE\\neseguire sollecitamente al bambino quei movimenti vocali che\\negli eseguirebbe dopo molto tempo non poco per la storia\\ndel suo sviluppo psichico; giacch\u00c3\u00a9 una funzione che si compie\\nprematuramente aiuta le altre funzioni psichiche nel loro svi-\\nluppo. E si pu\u00c3\u00b2 dire che lo scopo dell educazione sia questo,\\nabbreviare il lungo cammino dello sviluppo organico e psico-\\nlogico del bambino, mettendo a suo profitto il lavoro e la\\nesperienza altrui cosi egli compie in poco tempo quel che\\nsenza una speciale educazione compirebbe molto tardivamente.\\nIl fare poi replicatamente osservare al bambino i movimenti\\nche la madre fa per eseguire quelle tali voci contribuisce non\\npoco a far s\u00c3\u00ac che egli le eseguisca ben presto. Si sa quanto\\nutile si cava per la educazione dei sordomuti dal fare vedere\\na questi certi movimenti eseguiti colla bocca, accompagnati\\nda speciali espirazioni, e corrispondenti a certe lettere dell al-\\nfabeto. Il sordomuto arriva cos\u00c3\u00ac a pronunziare suoni e voci\\nche non ha mai udito e pu\u00c3\u00b2 cos\u00c3\u00ac imparare anche a pronun-\\nziare parole ed a leggere.\\nE, dopo che il bambino avr\u00c3\u00a0 con facilit\u00c3\u00a0 appreso a rendere\\ncon precisione le voci, determinate, con lo stesso metodo si potr\u00c3\u00a0\\nfargli apprendere l esecuzione delle consonanti e delle sillabe\\ne, quando render\u00c3\u00a0 queste con precisione, si potr\u00c3\u00a0 indurlo ad\\narticolare due o tre sillabe formando cos\u00c3\u00ac delle parole. E, quando\\nlo si sar\u00c3\u00a0 fatto pervenire a questo punto, da pronunziare pa-\\nrole, di primaria importanza il fare associare nell animo suo\\nla parola con la cosa di cui l espressione; essendo questo\\naccordo tra la parola e la cosa l unica via perch\u00c3\u00a8 le parole\\ne la rappresentazione delle cose mettano radice profonda\\nnell animo dell individuo. su questa associazione delle cose\\ncolle parole corrispondenti che si basa l ulteriore sviluppo\\nnon solamente del linguaggio ma dell edificio mentale pi\u00c3\u00b9\\ncomplicato.", "height": "3527", "width": "2007", "jp2-path": "ilparlare00dalf_0016.jp2"}, "17": {"fulltext": "E LO SCRIVERE NEI BAMBINI 15\\nIV.\\nSe la lettura implica condizioni pi\u00c3\u00b9 complesse che non il\\nsemplice parlare, quantunque le condizioni che si richiedono\\nper questa ultima funzione siano tutte ancora esse necessarie\\ne comprese nella funzione della lettura, chiaro che non bi-\\nsogna affrettarsi ad avviare il bambino alla lettura se prima\\nnon sia nello stato di pronunziare con precisione\u00c2\u00bbe correttezza\\nle parole. E poich\u00c3\u00a9 lo sviluppo psichico e la prima educazione\\nvaria nei bambini, per cui non tutti in una epoca f\u00c3\u00acssa\\nsono atti a pronunziare bene le parole, chiaro che non tutti\\npossono in una data epoca della loro vita principiare ad essere\\navviati alla funzione della lettura. Il voler far leggere ai bam-\\nbini prima che abbiano appreso a pronunziare bene le parole\\ne prima che abbiano raggiunto un certo grado di sviluppo\\ndella coscienza, essendo contrario al successivo e graduale\\nsviluppo delle funzioni, renderebbe lungo e penoso l appren-\\ndimento della lettura. Come per apprendere a parlare il bambino\\nha dovuto imparare ad eseguire un processo di complicazione\\nfunzionale psicologico e fisiologico, dalla semplice voce alla\\nparola pi\u00c3\u00b9 complicata, anche per la lettura bisogna tenere Io\\nstesso metodo.\\nLa lettura quella funzione f\u00c3\u00acsio-psicologica mediante la\\nquale noi traduciamo in parole vive e rispondenti alle imma-\\ngini od ai concetti che abbhmo delle cose, od in pensiero in-\\nteriore alcuni segni convenzionali in generale. Di questi segni\\nalcuni possono essere percepiti dagli organi della vista, altri\\ndagli organi tattili ed altri dagli uni e dagli altri organi in-\\nsieme. Perci\u00c3\u00b2 se le sensazioni acustiche sono il mezzo pre-\\ncipuo ed ordinario per imparare ad eseguire il linguaggio\\nparlato, le sensazioni visive e tattili, accompagnate d^lle acu-\\nstiche, costituiscono i mezzi principali per poter tradurre in\\nlinguaggio parlato o semplicemente pensato una serie di segni.", "height": "3527", "width": "2007", "jp2-path": "ilparlare00dalf_0017.jp2"}, "18": {"fulltext": "16 IT. PARLALE, II. LEGG\u00c3\u0088RE\\nLa percezione dei segni mediante il tatto si pu\u00c3\u00b2 utilizzare so-\\nlamente quando fan difetto le sensazioni visive; e perci\u00c3\u00b2 quei\\ndati segni, per essere percepiti, devono risultare di rilievi o\\ndi infossamenti prodotti su determinate superficie. Quando la\\nvisione integra, possono, come naturala, essere anche\\npercepiti i segui accessibili mediante le vie tattili ma ordi-\\nnariamente, e questo il caso della lettura propriamente\\ndetta, si devono percepire segni colorati impressi sulla carta\\no sulla superf\u00c3\u00accie di altri oggetti; ci\u00c3\u00b2 che un qualche di\\npi\u00c3\u00b9 facile, sia per coloro che vogliono tradurre in segni il\\npensiero, come per coloro che devono interpretare quei dati\\nsegni potendosi in pochissimo tempo estendere una grande\\nquantit\u00c3\u00a0 di segni per essere interpretati. E si comprende\\ncome ci\u00c3\u00b2 riesca ancora pi\u00c3\u00b9 agevole quando essi s imprimono\\nsulla carta o, mediante la stampa, siano impressi sopra una\\nmoltitudine di fogli, potendosi allora una data serie di segni\\ncomunicarsi ad un gran numero d individui. Q lesti segni non\\nhanno altro valore fuori di quello che loro stato assegnato\\ndal consenso degli uomini e dalla tradizione sono quindi se-\\ngni puramente convenzionali, quantunque, quando si studia\\nla loro storia attraverso i popoli dell antichit\u00c3\u00a0 e la loro tra-\\nsformazione da un popolo ad un altro, si potr\u00c3\u00a0 vedere che\\nessi non son venuti su a caso, ma mediante una necessit\u00c3\u00a0\\nnaturale, psicologica e storica.\\nCome la grande quantit\u00c3\u00a0 delle parole parlale in una lingua\\nrisultano dal connettersi di poche voci e suoni elementari\\nche noi abbiamo noverati, anche la grande variet\u00c3\u00a0 di parole\\nsignificate risulta da un piccolo numero di segni corrispon-\\ndenti alle speciali voci o ai suoni del linguaggio fonico. Sicch\u00c3\u00a9\\nper avviare un bambino alla lettura non si ha a prima giunta\\naltro compilo che quello di fargli associare quelle date voci\\no suoni elementari a quelle tali vocali o consonanti significate.\\nDopo che egli ha associato le vocali foniche alle vocali signi-", "height": "3527", "width": "2007", "jp2-path": "ilparlare00dalf_0018.jp2"}, "19": {"fulltext": "E LO SCRIVERE NEI BAMBINI 17\\nficate, dovendo passare a fargli associare i suoni eseguili\\ncogli organi sonori ai suoni significati, bisogna tenere presente\\nche il far precedere o seguire la consonante dal segno espri-\\nmente una vocale, implicando una esecuzione di vocali in-\\nsieme con una esecuzione di consonanti, di grande agevo-\\nlazione nell ulteriore sviluppo di questa funzione, come\\nanche avvenuto pel linguaggio puramente parlato. Oltre a\\nche la consonante non cos\u00c3\u00ac solo una consonante; ma\\ninsieme anche una sillaba. Si comprende poi che cosi per la\\nconnessione di sillabe significate che possono costituire im-\\nmagini significate di parole sonore, come per l interpretazione\\ncoordinata delle parole significate che costituiscono un di-\\nscorso, si richieda una funzione sempre pi\u00c3\u00b9 complicata di\\ninterpretazione di immagini significate di parole, in parole\\nsonore ed interiori, connesse a cose.\\nSe tutte le funzioni f\u00c3\u00acsio-psicologiche che si richiedono pel\\nlinguaggio parlato si richiedono ancora per la lettura, quel\\nche per\u00c3\u00b2 vi di particolare in quest ultima funzione si che\\nbisogna associare alla memoria delle parole sonore e delle\\ncose o delle azioni rispondenti alle paroie sonore, l immagine\\nimpressa delle parole, per cui si richiede ancora la ricordanza\\ndei segni esprimenti le parole. Se questa memoria e questa\\nassociazione manca la lettura impossibile.\\nCome pel linguaggio parlato il bambino doveva a principio\\ncompiere un processo sonoro e fonico analitico, anche per la\\ninterpretazione del linguaggio impresso a principio esegue\\nun processo di analisi, finch\u00c3\u00a9 coll abito e coll esercizio si ar-\\nriva ad eseguire questa funzione rapidamente e sinteticamente.\\nPer\u00c3\u00b2 bisogna anche nello sviluppo di questa funzione tenere il\\nmetodo graduale complicativo, facendo prima leggere al bambino\\nle parole monosillabiche, poi le bisillabiche, le trisillabiche, ecc.\\nfacendo leggere le parole pi\u00c3\u00b9 lunghe e complicate quando\\nlegge senza difficolt\u00c3\u00a0 le parole di pi\u00c3\u00b9 semplice articolazione.", "height": "3527", "width": "2007", "jp2-path": "ilparlare00dalf_0019.jp2"}, "20": {"fulltext": "18 IL PARLARE, IL LEGGERE\\nPoich\u00c3\u00a9, quando il bambino impara a leggere, si deve fare\\nassociare nell animo suo l immagine impressa delle parole al-\\nl immagine parlata delle cose, il farlo leggere a voce alta gli\\nd\u00c3\u00a0 il campo a meglio conciliare questi due aspetti delle pa-\\nrole; cosi la parola s imprime pi\u00c3\u00b9 profondamente in lui e\\ncos\u00c3\u00ac egli acquista anche l immagine sonora interiore delle parole,\\nche fa tanta parte del linguaggio interiore psichico che con-\\ndizione principale del parlare, del leggere e dello scrivere, e,\\nsenza di cui, queste ultime funzioni non potrebbero compiersi.\\nOltre all immagine ricordata delle cose e della loro atti-\\nvit\u00c3\u00a0 e delle parole sonore, esteriori ed interiori, rispondenti\\nalle cose, e dei movimenti articolati e coordinati necessari ad\\nestrinsecare queste stesse parole, e della memoria di questi\\nmovimenti oltre alla conoscenza dei segni impressi degli ele-\\nmenti vocali e sonori di cui le parole significate risultano e\\ndella loro connessione e della loro ricordanza si richiede, per\\npotere scrivere, una serie di movimenti articolati e coordinati\\ndella mano e del braccio, comunicati alla penna, ed atti ad\\nestrinsecare sulla carta quella serie di segni rispondenti agli\\nelementi delle parole dalla cui connessione queste nascono. Da\\nci\u00c3\u00b2 si comprende come la scrittura sia una funzione molto pi\u00c3\u00b9\\ncomplessa che non il leggere od il parlare giacch\u00c3\u00a9 queste due\\nultime funzioni sono un presupposto ed una necessit\u00c3\u00a0 per essa.\\nNon si pu\u00c3\u00b2 perci\u00c3\u00b2 scrivere senza avere presente nel campo\\ninteriore psichico e l immagine delle cose di cui si scrive, e\\nle parole udite che loro corrispondono, e l immagine dei mo-\\nvimenti necessari a rendere le parole udite, e l immagine im-\\npressa delle parole, ed i movimenti centrifughi atti ad estrin-\\nsecare sulla carta queste stesse immagini. Se una o pi\u00c3\u00b9 di\\nqueste condizioni mancano non si avr\u00c3\u00a0 la scrittura come fun-", "height": "3527", "width": "2007", "jp2-path": "ilparlare00dalf_0020.jp2"}, "21": {"fulltext": "E LO SCRIVERE NEI BAMBINI 19\\nzione psicologica compiuta ed autonoma, quantunque si pos-\\nsano allora avere forme di scrittura inferiori a queste; o pu\u00c3\u00b2\\nessere completamente sospesa questa funzione. Cos\u00c3\u00ac si pu\u00c3\u00b2\\ncopiare anche da chi ignori il significato dei segni e delle\\nparole impresse, come si pu\u00c3\u00b2 copiare conoscendo i segni che\\ncompongono la parola scritta senza sapere a quale cosa cor-\\nrisponda; e si pu\u00c3\u00b2 scrivere sotto dettatura traducendo in segni\\ngrafici le parole udite senza intenderne il significato. Ma se\\nmanca la ricordanza delle parole udite e dei movimenti in-\\nteriori necessari per estrinsecare colla parola parlata la pa-\\nrola udita, come impossibile il linguaggio fonico, anche la\\nscrittura impossibile, quantunque si possa allora copiare.\\nE, se manca la ricordanza del valore dei segni impressi e la\\nmemoria dei movimenti necessari per estrinsecarli sulla carta,\\nanche la scrittura non pu\u00c3\u00b2 effettuarsi.\\nSe queste sono le condizioni necessarie ed indispensabili\\nper la scrittura, in quanto alta e perfetta funzione psichica,\\nchiaro come esse debbano essere tenute di mira dal maestro\\nquando avvia alla scrittura i bambini. Egli deve insistere\\nmolto perch\u00c3\u00a8 nell animo del bambino acquistino una connes-\\nsione intima le condizioni psicologiche accennate e che sono\\nindispensabili per la scrittura come funzione compiuta.\\nMa questo lavorio di associazione deve essere prima pre-\\nceduto da un lavor\u00c3\u00aco puramente meccanico, preparativo, me-\\ndiante cui il bambino acquista la facilit\u00c3\u00a0 ad eseguire da prima\\ni movimenti pi\u00c3\u00b9 elementari del braccio e della mano, atti a\\nrendere i segni che entrano come elementi nei segui scritti\\npi\u00c3\u00b9 complessi e questi segni elementari sono la linea retta\\ne la linea curva. Dopo che queste linee sono eseguite in tutti\\ni modi possibili e con facilit\u00c3\u00a0 dalla mano, si passa a far ren-\\ndere sulla carta gradatamente le vocali e le consonanti, dalle\\npi\u00c3\u00b9 facili alle pi\u00c3\u00b9 difficili e poi si passa al lavor\u00c3\u00aco articolato\\ndelle sillabe per scrivere le parole. Ed chiaro che dopo un", "height": "3527", "width": "2007", "jp2-path": "ilparlare00dalf_0021.jp2"}, "22": {"fulltext": "20 IL PARLARE, IL LEGGERE E LO SCRIVERE NEI BAMBINI\\nlungo e prolungato esercizio di articolazione grafica si atti\\na raggiungere il grado di coordinazione grafica che implica un\\ngrande lavorio di movimenti ed insieme di memoria di mo-\\nvimenti e di segni impressi, rispondenti a segni sonori e fonici.\\nE, poich\u00c3\u00a9 i segni che comunemente si scrivono non cor-\\nrispondono che imperfettamente ais^gni impressi mediante la\\nstampa sulla carta, nell animo del bambino bisogna fare asso-\\nciare i segni scritti ai segni stampati. E quando ai segni che\\nsi scrivono si danno forme simmetriche ed armoniche e si d\u00c3\u00a0\\nallo scritto una forma artistica, si ha cos\u00c3\u00ac quel che si dice\\ncalligrafia.\\nMa poich\u00c3\u00a9 queste ultime e cosi elevate funzioni di scrittura\\ncoordinata non si raggiungono che alcuni anni dopo che il\\nbambino ha principiato a scrivere, e perci\u00c3\u00b2, quando si possono\\neseguire anche imperfettamente, allora il tempo per fare\\nassociare queste funzioni agli altri fatti psichici predelti.\\nSe non possiamo principiare ad avviare il bambino alla\\nlettura se prima non pronunzia bene le parole e se ancora\\nvero che impossibile fare scrivere al bambino un segno\\nrispondente a quel dato suono od a quella data voce, se prima\\nnon ha visto il segno e non gli ha attribuito quel dato spe-\\nciale valore (per cui in massima impossibile scrivere se\\nprima non si sa leggere), d altra parte bene avviare il\\nbambino alla scrittura anche prima che abbia raggiunto la\\nperfezione nella lettura. Cos\u00c3\u00ac la funzione espressiva grafica\\ndei segni si unisce alla interpretazione dei segni, e queste\\ndue funzioni si completano l ima l altra.", "height": "3527", "width": "2007", "jp2-path": "ilparlare00dalf_0022.jp2"}, "23": {"fulltext": "wm", "height": "3527", "width": "2007", "jp2-path": "ilparlare00dalf_0023.jp2"}, "24": {"fulltext": "LIBRARY OF CONGRESS\\n021 762 568 3\\nPEEZZO\\nSO\\ndEUTTESi:\\nDello stesso Autore.\\nPensiero e Linguaggio. G. B. Paravia e C.\\nTorino L. 0,80\\nIl Problema dell educazione religiosa. G. B.\\nParavia e C. Torino 2,00\\nSaggi di pedagogia (Il problema dell educazione\\nmorale Il problema dell educazione della\\ndonna) G. B. Paravia e C. Torino 2,00\\nLe Donne dei Vangeli. Le Monnier, Firenze 1,00\\nALLA STAMPA:\\nLezioni elementari di psicologia normale, fatte nel 1*\\ncorso del R. Liceo di Catania nell anno scolastico 1888-89.", "height": "3662", "width": "2077", "jp2-path": "ilparlare00dalf_0024.jp2"}}